
Un tema di scottante attualità oggi è la gestione dei rifiuti. Dalla drammatica situazione in Campania, abbiamo capito che chi non impara ad organizzare bene il ciclo di gestione dei rifiuti corre il rischio di soccombere sotto cumuli di immondizia.
A Niscemi, esiste un servizio di raccolta differenziata porta a porta, che consente la raccolta separata di plastica, carta e vetro. Oramai da diversi anni il servizio consente, tre giorni a settimana, il ritiro di carta plastica e vetro, e questa sembra essere divenuta una buona abitudine dei niscemesi. La cosa è di assoluto rilievo, specie in un momento nel quale ci si dibatte sulle problematiche ambientali. La vera scelta ecologista, credo, la fanno tutti i giorni i semplici cittadini che fanno la raccolta differenziata.
Vorremmo sinteticamente esporre tre punti.
- Prima cosa, va riconosciuto il merito a chi ha fatto sì che questo servizio venisse attivato e mantenuto. Questo è un segno di civiltà. Ma è indubbio, semplicemente guardando le foto che abbiamo scattato, che il servizio debba essere migliorato, prevedendo una più capillare raccolta ed incentivando i cittadini ad una più fattiva collaborazione. Pensiamo ad esempio, ad altre realtà dove si è sperimentata una specie di raccolta a punti rivolta magari a scuole o ad associazioni o anche ai singoli cittadini che consegnano materiali di riciclo, prevedendo premi ai più virtuosi, oppure, l’esempio di qualche amministrazione comunale che prevede sconti sulla tassa sui rifiuti per i cittadini che effettuano la raccolta differenziata.
- Altro punto ancora più importante è
Da un recente studio (Mediobanca-Civicum su Sole 24 ORE del 25 Gennaio 2008) è risultato che nei comuni che differenziano la raccolta per almeno il 30%, il costo medio per cittadino è 120 euro all’anno contro i 156 euro dove più alta è la quota di rifiuti che vanno in discarica.
Fermiamoci solo a questo dato. In un comune con 30.000 abitanti il risparmio vorrebbe dire: 36 euro per 30.000 abitanti = 1.080.000 euro annuo di risparmio. Certo, parl di dati medi non riferiti a Niscemi, ma questo ci può fare capire tante cose, ad esempio quanti progetti potrebbe realizzare un comune avendo un milione di euro l’anno in più di risorse.
Mi pare che al momento a Niscemi la percentuale di raccolta differenziata sia attorno al 5%. Questo è purtroppo un dato sconsolante, ma al tempo stesso è il segno che un cammino è già iniziato, quindi bisogna capire dove siamo e soprattutto come migliorare!.
Ecco perché mi sembra molto utile un appuntamento annuo con un convegno sulla raccolta differenziata a Niscemi.
- Terzo punto riguarda lo sviluppo della gestione dei rifiuti come risorsa per il Comune. A Venezia il 56% della spazzatura viene trasformata in composti pronti ad essere bruciati per produrre energia (Sole 24 ORE del 25 Gennaio 2008). Casi come questo, di comuni cioè, che da una efficiente organizzazione dei ciclo dei rifiuti arrivano a trarre risorse da destinare allo sviluppo socio-economico ed alla tutela ambientale di tutta una comunità, ce ne sono tanti in giro per l’Italia.
Da non crederci, un paese che trae ricchezza dalla propria spazzatura!.
Si potrebbe avviare, anche a Niscemi, un percorso caratterizzato dallo sviluppo di progetti finalizzati al risanamento ed alla tutela ambientale e allo stesso tempo realizzare soluzioni remunerative capaci anche di attrarre investimenti (che parolona in una realtà come Niscemi, non ci siamo affatto abituati).
E’ evidente che la gestione dei rifiuti si basa su una stretta correlazione di queste leve:
Recupero Riciclo Discarica Inceneritore Raccolta differenziata
Un seria e scientifica analisi delle connessioni tra questi termini è la via giusta da seguire, senza pregiudizi o lotte ideologiche, badando esclusivamente al benessere per la collettività. Ma per questo è bene lasciare parlare gli esperti. Certo è che: più differenziamo, più recuperiamo, più ricicliamo, meno va a finire nelle discariche, ancora meno negli inceneritori. Insomma “

In ordine cronologico l’ultimo caso che riguarda Palermo è davvero emblematico. Prima la città viene sommersa di rifiuti con cassonetti stracolmi che poi venivano anche incendiati, a questo punto scatta l’emergenza, interviene la protezione civile con l’aiuto dell’esercito e si riprende a raccogliere i cumuli di spazzatura, si ritorna lentamente alla “normalità” anche se ancora c’è la forte preoccupazione per le condizioni igenico-sanitarie lungo le strade coperte per troppo tempo dalla spazzatura. Qualcuno ha calcolato il costo dell’emergenza in centinaia di milioni di euro.
Un dato su tutti: a Palermo la raccolta differenziata non arriva nemmeno al 4%. Che dire: si rimane con l’amaro in bocca e le tasche della collettività più vuote.
Questa è la nostra impressione, o ci organizziamo verso un futuro virtuoso…..o finiremo per vivere in mezzo a qualche discarica. Dipende dalla lungimiranza dei nostri amministratori, dipende dalla lungimiranza di noi cittadini. Noi con il nostro blog siamo qua a ricordarcelo.
Allora chiediamo a tutti i visitatori del blog, oltre che lasciare un commento, lasciate la firma, la vostra firma per una petizione virtuale semplicemente con il vostro nome di battesimo e se volete anche l’iniziale del cognome.
Così potremo sottoporre al nostro Sindaco una petizione virtuale con magari 100 persone che l’hanno firmato con due semplici richieste:
Invieremo questa lettera al sindaco, e la stessa la rinvieremo quando avremo raggiunto i cento commenti firmati per la petizione.
Grazie a tutti i visitatori del blog che vorranno aderire a questa iniziativa firmando la petizione e grazie a quel 5% di NISCEMESI che fanno la raccolta differenziata.
di Giovanni Di Martino
Sindaco di Niscemi
La scelta del Ministero della Difesa di approvare il progetto MUOS e di volerlo realizzare a Niscemi ha preoccupato moltissimo la città che rappresento.
Tale impianto di comunicazione, infatti, sviluppando con forte intensità un campo elettromagnetico, rappresenterà un serio pericolo per la salute della popolazione della città e dei centri vicini.
Il sito prescelto ricade all’interno della Riserva Orientata Sughereta di Niscemi e del SIC, (Sito di Interesse Comunitario) dove si trovano gli alberi di sughero secolari e una macchia mediterranea tra le più antiche al mondo.
Gli effetti nocivi sull’ecosistema sconvolgeranno l’habitat naturale del sito naturalistico, ma soprattutto, metteranno in serio pericolo la salute degli abitanti che si trovano a circa due chilometri dal sito.
Chi ha adottato tale decisione, molto probabilmente, non ha tenuto conto che Niscemi è inserita all’interno dell’area ad alto rischio ambientale per la vicinanza con il petrolchimico di Gela e che quindi ha già pagato un altissimo prezzo con una presenza consistente di patologie malformative e tumorali. E che dal 1991 possiede una base Nato con la presenza di 41 antenne che alimentano già un sistema di onde elettromagnetiche.
E’ arrivato il momento di dire basta a tutto questo. Anzi è arrivato il momento che i siciliani rivendichino il loro diritto di vivere la terra in modo organico e come un’isola di pace. L’ennesima condanna per la città di Niscemi e per tutto il territorio circostante si chiama Muos, ma ieri e ancora oggi si chiama Enichem, domani si chiamerà nucleare. La Sicilia si appresta a diventare la pattumiera del mondo e la vita dei cittadini stessi viene considerata indifferente agli organi nazionali che hanno approvato il progetto del Muos (prima nel 2001 e ratifica del 2006 Ministero della Difesa) e a quelli regionali (Assessorato Territorio e Ambiente) che per due anni ha tenuto nascosto l’ennesimo ecomostro che sarebbe arrivato sulla testa dei cittadini. Il resto sono solo inutili polemiche che sorgono in periodi pre-elettorali e non hanno alcun nesso causale e rispetto per chi amministra questa città e dice in modo forte il proprio no all’installazione del Muos.
Ho chiesto all’Arpa di fare i dovuti controlli per verificare se il livello di onde elettromagnetiche ha già superato i limiti consentiti e che, in maniera non ancora ufficiale, probabilmente è già stato superato. Ho scritto Ministero della Difesa per chiedere chiarimenti su questo progetto americano ed emanato una direttiva sindacale per richiedere un ulteriore parere tecnico e bloccare l’iter. Ho chiesto personalmente che venga sospeso l’iter istruttorio per il rilascio dell’autorizzazione per l’inizio dei lavori, fino a quando non saranno date garanzie certezze sulla innocuità dell’impianto; di verificare personalmente, insieme ai sindaci dei territori limitrofi che i lavori non siano iniziati; l’intervento del governo regionale per bloccare il progetto.
Il nostro ruolo, secondo il DPR n. 357/97 art.5 co.8 è notevolmente ridotto. Dice la Legge che: “Qualora, nonostante le conclusioni negative della valutazione di incidenza sul sito ed in mancanza di soluzioni alternative possibili, il piano o progetto, debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale ed economica”.
Con questo si ritiene, indispensabile, fare fronte comune e chiedere l’intervento degli organi regionali e fare valere il regime a Statuto Speciale che contraddistingue la Sicilia.
Ringrazio personalmente tutti i sindaci e la deputazione regionale e nazionale che sono venuti a Niscemi e con i quali stiamo avviando un coordinamento degli amministratori per fare fronte comune contro il Muos. La città di Niscemi, il sindaco e la sua amministrazione, il consiglio comunale non accettano di essere vittime delle onde elettromagnetiche e schiavi di un mondo che trasforma la nostra terra in un mare di guerra.
La manifestazione dello scorso 28 febbraio che ha portato in piazza 15 mila cittadini, tante mamme e giovani, è un esempio di quello che questa città, insieme a tutte le realtà che hanno a cuore la vita dei cittadini e dell’ambiente circostante, possono fare. Unirsi è l’unico mezzo per fare vivere la nostra gente e la nostra terra.
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Alcuni cittadini Niscemesi si sono fatti promotori della costituzione del Comitato No-MUOS. Un incontro è previsto oggi 25 Novembre alle ore 17:30 presso il Centro-Socio Culturale Totò Liardo, Niscemi.