Stamattina mi chiedevo come fosse andata la prima edizione de “la Notte Bianca”, se fosse stato un successo oppure un flop, quali le cose da migliorare e da salvare. Per evidenti ragioni “chilometriche”, tanti di noi non hanno potuto prendervi parte. Per quanto mi riguarda ho avuto comunque la fortuna di visitare uno spicchio di Borgogna, nell’Est della Francia.
In questa bellissima regione, esistono immensi vigneti coltivati a Pinot Noir e Chardonnay che si perdono a vista d’occhio. Questa striscia di terra è anche conosciuta come Cote d’Or forse per via del colore giallo oro che assumono queste terre ad inizio autunno a causa delle foglie che cominciano ad ingiallire: un paesaggio che vale la pena di scoprire.
In queste terre, esistono migliaia e migliaia di piccoli viticultori, semplici agricoltori e piccoli imprenditori agricoli, che hanno fatto della vigna e della bevanda che ne deriva una passione ed il senso stesso della loro esistenza. Ad essi si aggiungono altri operatori dediti ad attività agro-pastorali tra le più svariate, che vanno dalla produzione artigianale della famosa (almeno nel nord Europa) “moutarde de Dijon” D.O.P., ad allevamenti caprini e ovini che danno eccellenti formaggi D.O.P. (qui la Denominazione di Origine Protetta è arrivata parecchi decenni fa!).
Questa gente, molto semplice in fin dei conti, è riuscita a trasformare il lavoro della terra, le tradizioni artigianali e agro-pastorali in una fonte di sviluppo socio-economico e culturale, mantenendo quasi inalterate il senso di tipicità e autenticità dei secoli passati.
Quando ci si inoltra a piedi tra i vigneti ( qui é possibile nel rispetto della proprietà altrui!) e le masserie, che qui chiamano Châteaux o Domaines, o si attraversano i piccoli villaggi rurali, si respira il profumo di una civiltà contadina che altrove è ormai andata.
La cosa interessante è che è in continuo aumento il numero di persone, (per comodità chiamiamoli turisti) che é alla ricerca di queste atmosfere e queste sensazioni. I Francesi l’hanno capito da molto tempo e si sono spesi e continuano a farlo con l’obiettivo di valorizzare la tipicità e l’autenticità integrandola alla modernità e al progresso che inevitabilmente arriva. E se ne colgono gli effetti: centinaia i turisti (soprattutto inglesi, tedeschi, belgi e olandesi) che in questi fine settimana autunnali visitano questi paesini, ammirano incantati i vigneti, bevono il Bourgogne D.O.C, degustano i loro formaggi e si fanno spedire confezioni regalo presso i loro domicili.
Inevitabilmente i miei pensieri andavano a Niscemi e ad un articolo apparso su “La Sicilia” a firma di Giuseppe Vaccaro.
Secondo il giornalista qualcuno vorrebbe (non sia solo lui questo qualcuno?) che l’ovile che si trova a pochi metri dal viale sottostante il belvedere sia trasferito ad altra sede perché, a suo dire, “sembra un controsenso, non solo da punto di vista igienico - sanitario, ma anche dal punto di vista panoramico”.
Ecco, seguendo l’esempio dei francesi, non sarebbe forse più utile riflettere su come valorizzare i prodotti dell’agro-pastorizia niscemese quali la ricotta, la tuma e il pecorino (e dei prodotti artigianali niscemesi in senso lato)? non sarebbe lungimirante riflettere su meccanismi che permettano d’"integrare” l’ovile nel paesaggio che è possibile ammirare dal viale, nel rispetto delle condizioni igienico-sanitarie che, ad ogni modo, la legge richiede di rispettare? La logica non suggerirebbe di scrutare altre vie che permettano a Niscemi, ai niscemesi, ai turisti e al pastore, un mutuo giovamento dall’insistenza dell’ovile nel luogo in cui è stato per decenni invece di decretarne la sua eliminazione?
In parole semplici se gli si spiega (al pastore) che rispettando alcune regole di igiene e di decoro potrebbe magari organizzare regolarmente dei momenti di assaggio e degustazione e vendere i suoi prodotti ai visitatori che potrebbero cosi prolungare la loro passeggiata profittando delle belle giornate di sole....e forse non sarebbe obbligato a traslocare!
Nel frattempo mi rimane il dubbio su come è andata la Notte Bianca a Niscemi….
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