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venerdì, 14 dicembre 2007

Emigrazione scolastica

Giuseppe Tizza, niscemese che insegna in Germania, ci racconta dei suoi viaggi...   

Ad ogni nuovo inizio d'anno scolastico molti bambini del Sud si preparano ad emigrare in massa con i loro pensieri verso il Nord, verso Milano, Brescia, Bologna, Firenze. Le loro prime letture iniziano infatti da lì; i paesaggi del Nord fanno da sfondo alle loro lezioni, e così gli alunni iniziano il loro primo "viaggio della speranza". A noi del Sud hanno insegnato infatti che si viaggia solo per bisogno, per lavoro, o per chiedere il miracolo a qualche santone della medicina o qualche santo vero.

E dire che di chiese e di santi, nel Sud, ne abbiamo da vendere: ma come può un popolo, al quale è stato inculcato di non valere niente, pensare che i propri santi riescano a fare miracoli? Padre Pio? Questo è il miracolo! Fare capire che un uomo, anche se del Sud, può fare miracoli. Ma come può un solo povero frate affrontare la tracotanza di tanti santuari sparsi per il mondo? Pareggiare il bilancio commerciale trascendentale, che incide eccome nella bilancia dei pagamenti? Eppure tutti gli uomini del Sud fanno miracoli, anche se non soprannaturali. Per sopravvivere.

Vi ricordate voi delle vostre prime lezioni? Io sì. Ricordo che un giorno il mio insegnante di quinta era uscito dalla classe. Ci stava raccontando della sua Italia, delle sue città italiane, dei posti che aveva visto. Aveva anche raccontato che Nino Bixio pernottò nel palazzo dove lui abitava. Non credo che sapesse di alcuni atti efferati compiuti da Bixio durante l'occupazione del Regno di Sicilia. Era impregnato della cultura scolastica standardizzata, quella dei libri stampati a Brescia, e ce la tramandava. Io ero seduto in fondo alla classe, ed alla parete era appesa la carta geografica d'Italia.

Durante un momento d'assenza del maestro, mi girai e iniziai la mia emigrazione. Non ricordo quanto sia durato il mio primo viaggio da emigrato. Forse fu il silenzio a riportarmi a casa. Mi girai e trovai il maestro che mi guardava e con lui tutti i miei compagni. "Hai fatto un bel viaggio? Ci racconti dove sei stato?". Ci fu una grande risata. Loro non capivano. Forse non erano stati attenti alle lezioni e non erano ancora pronti ad emigrare. Avevo visitato i luoghi delle nostre letture per immaginare dove sarei andato a finire da emigrato. Il maestro prese al volo l'occasione, andò alla carta geografica e fece fare a tutti il primo viaggio immaginario. Ci chiese con che mezzo volessimo viaggiare e ci fece girare con i ricordi dei suoi viaggi, intercalati da incontri con ex-alunni divenuti personaggi importanti, perché solo al Nord si riesce a diventare qualcuno.

Dopotutto, questo mio maestro è stato per me il migliore. È lui che mi ha dato l'idea, ora che vivo in Germania, di insegnare a scrivere in Italiano ai figli degli emigranti, che parlano solo tedesco. Non è facile scrivere. Scrivere di sé è un po' come spogliarsi, e per spogliarsi ci vuole l'ambiente adatto, bisogna sentirsi "bene". Poi occorre superare dei tabù. Il primo tabù è che bisogna dire sempre la verità, come se la verità fosse unica e sola. Quando si incomincia a far capire che ognuno di noi ha le sue verità, che usa come meglio gli pare ed a suo comodo, il tabù incomincia a vacillare. All'inizio incominciano a scrivere: "Questo corso di Italiano per me è una tortura: io non ci verrei proprio, ma mia madre mi costringe e così devo venire. Soprattutto non ci verrei perché dobbiamo scrivere ogni volta delle storie e io non so cosa scrivere e poi mi fa male la mano! Ma che pazzo è 'sto maestro Tizza, che non si accontenta mai e che vuole farci diventare tutti giornalisti?..."

Eppure, così cominciano a sognare e i sogni portano le storie: ne avranno scritte ormai già migliaia e ne sono contenti. Il mio maestro Giuseppe Adamo sarebbe contento: lui non aveva figli e noi alunni eravamo gli eredi della sua cultura, della benevolenza che quel giorno ci trasmise nel farci rivivere quel suo viaggio. Anche il suo nome, Giuseppe (come il mio), e il suo cognome Adamo erano per me tutto un programma. Sarà stata la mia immaginazione, ma credo che in lui rivivesse l'antichissima storia di Dio che lo crea e che da lui fa derivare tutto. Ma quello che più ricordo è il sapere che lui tramandava "ad arte". Un giorno ci fece andare a casa sua e ci fece visitare gran parte del palazzo patrizio dove abitava con sua moglie e una serva tuttofare; ricordo la cucina con i suoi ottoni tutti luccicanti, come non avevo visto mai, nelle cui stanze immaginavo quella storica visita di Bixio, senza conoscere ancora la vera storia del personaggio, ma soprattutto le conseguenze nella vita mia e del paese di quella visita. Questo viaggio rimase l'unica esperienza extrascolastica nella scuola elementare.

Ce ne fu un'altra che avrebbe dovuto avere luogo, ma che rimase solo nella fantasia del nostro maestro. Un giorno ci portò degli assi di legno molto lunghi. Nella sua fantasia li vedeva montati in un aliante, che lui avrebbe tirato con la sua auto per la discesa della collina su cui si trova il paese e, con dentro il più coraggioso di noi, fino ad atterrare nella pianura sottostante. Un modo di dire di noi meridionali è "Sunu tuttu cori!" (Che cosa non ha insegnato a noi il libro "Cuore"!) che spesso usiamo quando siamo con i nostri corregionali. Ma molto spesso si dice anche: "E cche un ci nn'avi ficutu?" "'nchia! Possibili chi nunn'avi curaggiu!" Ecco, nella mia paura mi sentivo già un pilota. Immaginavo a Chiana, che tutti i Niscemesi hanno visto guardando sempre e solo dal belvedere, da un'altra prospettiva. Nella mia fantasia mettevo le ali per andare chissà dove! Ma non avrei mai immaginato di vivere qui dove mi trovo adesso. Non riuscivo a vedere oltre la siepe del giorno dopo.

La Sicilia, che nel corso dei secoli ha ricevuto popoli provenienti da tutte le parti della terra, rende al mondo i suoi personaggi.
postato da Primokind alle ore 19:09 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
categoria: emigrazione


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Commenti
#1   15 Dicembre 2007 - 21:24
 
Sig.Tizza,perchè una persona che scrive così bene è emigrato in Germania?Perchè ha messo la sua cultura al servizio di un Paese che è già grande di suo?Perchè non si è impegnato affinchè il Nostro Paese si emancipi seriamente e prenda coscienza di se stesso?
Mi dispiace essere così duro e diretto,poi contro una persona come lei che sembra amabilissima,ma mi fà tanta rabbia vedere che i migliori abbandonano le nostre terre per cercare fortuna in Paesi lontani,e a noi che restiamo ci resta solo la feccia dell'umanità.
Le auguro ogni bene e buone feste.
MIMMO RUSSO
S.GIUSEPPE VESUVIANO
NAPOLI
utente anonimo

#2   17 Dicembre 2007 - 11:25
 
Caro Giuseppe,
voglio farti i miei complimenti per il tuo articolo non solo perchè le cose che hai scritto raccontano la vita di molti che, per i motivi che hai individuato, sono "costretti" a vivere, ma anche per il modo tenero con cui ci hai reso partecipe della tua storia che, loro malgrado, è la vita di molti.
La consolazione è che almeno all'estero ci imparino a conoscere meglio grazie anche a te, una rappresentanza che dà valore alla nostra sicilianità. Grazie e buon Natale
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#3   23 Dicembre 2007 - 01:18
 
Grazie per i complimenti e per gli auguri.
Non credo che ad emigrare siano stai solo i migliori. Basta guardare alcune trasmissioni della RAI come "Il treno dei desideri" per vedere che non è così. Purtroppo ad emigrare, a partire dalla confisca dei beni ecclesiastici, sono stati per lo più coloro che la chiesa non ha potuto offrire neanche quel minimo necessario di sussistenza. Guardate il film Nuovomondo.
Non piangiamo il passato. Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di riprendere le briglie in mano.
utente anonimo

#4   23 Dicembre 2007 - 08:12
 
Rimbocchioamoci le maniche? Per raggiungere quale obiettivo? Emigrare, certo! Essere cittadini, (Niscemesi fieri) del mondo, tranne che a Niscemi, fieri altrove! Che tristezza.
Salvatore Stimolo
utente anonimo

#5   23 Dicembre 2007 - 09:55
 
Come?
Smettendola di lamentarci.
Cercando di spendere le nostre energie e le nostre risorse per migliorare la situazione.
Utilizzando il metodo con cui funziona internet: se dieci persone sanno una cosa e la tengono per se, sanno solo quella cosa e basta; se se la insegnano a vicenda alla fine sanno ognuno dieci cose.
Un network degli urban blog siciliani, perché Niscemi non ha quasi per nulla contatti con i comuni vicini.
Utilizzando in nostro favore la globalizzazione.

Quale sarebbe per te l'alternativa?

Tizza Giuseppe
Traduttore legale per il tedesco
Am Gallberg 4
D - 40629 Düsseldorf

Telefono: +49 (0)211 289444
Handy +49 152 06762068
giuseppetizza@hotmail.com

Traduzione simultanea in multi conferenza telefonica
utente anonimo

#6   23 Dicembre 2007 - 21:13
 
Altro che blog...lo dovete chiamare INURBAN BLOG!
cosa volete esportare?la piromania?di cosa vi dovete sentire orgogliosi?
del fallimento di niscemi e dei niscemesi?cosa dicono i giornali di niscemi?arresti, droga, attentati incendiari, dissesto finanziario (BLA che schifo....Hoiiiii Pùuuuuuuuuuu)
utente anonimo

#7   24 Dicembre 2007 - 08:06
 
Chiede a me un'alternativa? Professore Tizza, il mio intervento non vuole essere vittimistico, sarcastico quantomeno catastrofico o arrogante. Un giorno conobbi un signore a Niscemi, che aveva il compito di portare innovazione e progettazione, con naturalezza non riuscì, ma non per incompetenza sua ma per inerzia e spavaldagine nostra, dei niscemesi. Che tristezza. Lei è un letterato, Niscemi ha bisogno di persone come lei, ritorni e inizi a lavorare per migliorare la vita dei nostri giovani.
Famiglia, scuola e chiesa, con quintali di senso civico, loro si che potrebbero raddrizzare la barca che affonda, auguri.
Salvatore Stimolo

utente anonimo

#8   24 Dicembre 2007 - 23:22
 
Purtroppo la stampa è nelle mani dei vincitori. Questa è una delle poche opportunità che ci permette di scrivere
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#9   24 Dicembre 2007 - 23:26
 
Egregio sig. Stimolo,

sono a disposizione anche da qui per tutti quei ragazzi Niscemesi che pensano di potere imparare qualcosa da me.
Se va sul sito www.voipdiscount.com
può telefonare in tutto il mondo gratis. Mi telefoni, oppure mi mandi il suo alla mia e-mail, se vuole e ne parliamo un po'.
Auguro a Lei e a tutti i Niscemesi un sereno Natale e un 2008 migliore di tutti quelli passati.
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#10   31 Dicembre 2007 - 16:08
 
Salve, sono un lettore del forum-mirabella.com e trovo molto bella l'iniziativa di associare i blog paesani. Io penso che il prof.Tizza faccia meglio a rimanere in Germania. Non sarà lui a poter salvare i niscemesi, ma si deve svegliare tutta la popolazione. Stessa cosa dicasi di tutti i paesi del sud, compreso il mio. Il nostro blog ha proposto una bella iniziativa http://forum-mirabella.blogspot.com/2007/12/nuove-iniziative-per-il-2008.html
ossia quella di creare una biblioteca libera con i libri moderni, proprio per far circolare la cultura.
Un saluto dalla Germania,
S. Di Dio
utente anonimo

#11   19 Maggio 2008 - 15:51
 
Nel 1965 facevo la prima elementare dalle Orsoline a Niscemi, e mi ricordo con affetto di suor Cesira, suor Claudia e suor Annalisa, del loro giardino, della giostra con i cavalli e delle caramelle a forma di pesciolino che regalavano solo agli alunni più diligenti.Anch'io ero scappata da scuola nei primi giorni della prima elementare, e mio padre mi cercò per tutto il paese finché mi trovò mentre tutta seria cercavo a tutti i costi di tornare a casa.
Ricordo una mia vicina di casa che mi accompagnava al rosario nella chiesa vicina, dove c'era un quadro sul Purgatorio che mi impressionava molto. Ricordo gli altarini di S,Giuseppe con le torte piene di perline argentate che mi facevano sgranare gli occhi di felicità. Ricordo le gite tra i boschi di sughero e sopratutto ricordo come una autentica meraviglia le rondini in volo: ho ancora il loro garrire nel cuore. Ricordo un tardo pomeriggio di aprile, mano nella mano con mia madre, mentre vestita di rosa confetto e con le mie scarpine bianche, andavo verso il santuario per prendere l'acqua benedetta del pozzo. Il cielo era rosa e pieno di rondini, mi sentivo felice. Così ricordo un negozietto di dolciumi che c'era prima di arrivare alla rotonda del belvedere, dove mia madre mi comprava le caramelle.
Che momenti spensierati e felici...
utente anonimo

#12   20 Maggio 2008 - 08:28
 
Sono niscemese,mi chiamo Giuseppe, come buona parte di tanti niscemesi,e sono fiero di esserlo,vengo volentieri a Niscemi, ho fatto i complimenti a tanti giovani niscemesi, che con forza e coraggio cercano di far cambiare Niscemi.
Il museo contadino, centro sociale Liardo,festa del carciofo ecc.
Per una società è importante il dialogo, rapporto interpersonale,rapporto con le istituzioni con la chiesa.
P.S. se qualcosa vogliamo cambiare, ognuno deve cambiare.
Tanti auguri al Sig.Stimolo.
utente anonimo

#13   08 Agosto 2008 - 18:03
 

Carissimi,
Io mi chiamo Fernando Nicastro Honesko. Sono brasiliano e ho delle origini siciliane.
Il mio bisnonno parti da Niscemi con tre bambini nel 1907.
100 anni doppo, sono tornato io in questa strada per studiare cinema in Italia.
Nella prima opportunita siamo andati, io e mio fratello, in Sicilia e siamo passati da Niscemi.
Abbiamo conosciuto un barbieri di cognome Nicastro e un po' del paese da dove sono venuti quei che hanno creato la mia famiglia in Brasile.
Per me, 'e stato un vero honore aver messo i piedi nel paese del qualle mi parlo tutta la vita con molta nostalgia il mio nonno.
Ci siamo messi in contati con il barbieri per un periodo, dal 2006 al 2007. Pero, purtroppo mi hanno rubato il portafoglio a Londra e ho perso tutti i contati.
Quindi, vi scrivo questa mail per due motivi in speciale.
Primo, vi chiederei un favore che mi farebbe moltissimo contento. Se qualcuno di voi mi potreste inviare il telefono di Lidio Nicastro, del Salone Nicastro. Quella famiglia ci ha ricevuto veramente bene, come si fossimo degli parenti che non vedevano da molti anni. Cosa che ci ha comosso veramente.
E, per secondo, perche vorrei scambiare piu informazione con gli uttenti di questo Blog. E cosi potrei sapere piu su la storia e il presente di Niscemi.
Per il momento, vi chiedo scuse della mail lunga e vi saluto.

Grazie mille,

Fernando Nicastro Honesko
utente anonimo

#14   18 Agosto 2008 - 11:05
 
Rispondo a Fernando Nicastro Honesko.
Ciao, sono Antonella Mogliarisi Nicastro, nuora dei signori Nicastro residenti in via Gagliani n°92 NIscemi (CL)telefono n°0933-956568. Io sono la moglie di Filippo che è il fratello di Lidio, anche noi abitiamo a Niscemi in c/da Pilacane, N° di telefono 0933/950102.Saluti da tutti noi.
utente anonimo

#15   28 Agosto 2008 - 08:12
 
Tutti i niscemesi che abitano sparsi per il mondo si possono mettere in contatto con scambio di idee ed opinioni.
Livorno
utente anonimo

#16   28 Agosto 2008 - 08:14
 
Sono un insegnante presso un istituto di Milano insegno lettere ed ogni inizio di anno scolastico arrivano da diverse parti d'Italia studenti, vi un divario culturale nettissimo.
utente anonimo

#17   10 Ottobre 2008 - 15:55
 
Caro Giuseppe Tizza, intanto complimenti ti volevo chidere quanti sono i migranti niscemesi e la loro distrubzione geografica.
Credo che sia importante sapere dove sono i niscemesi nel mondo la loro occupazione sia in senso positivo che negativo.
niscemese è nel cuore.
Ti racconto una mia esperienza non avevo nemmeno 15 anni facevo il manovale a Rosignano Solvay (LI) come tanti altri niscemesi cantavo sempre una canzone di Raffaele Ferrato, perchè avevo nostalgia della mia città natale, Il Sig. Spatola mi disse il tuo paese non è più niscemi ma quello che ti permette di vivere onestamente.
Sconvolto da questa frase sono ritornato a Niscemi a fare il manovale, ho trovai lavoro dopo tre mesi per 15 mila lire dalle sette del mattino alle sette di sera dopo un mese di lavoro che miseria che fatica dovevo chidere anche i soldi a mia madre.
Ho preso il primo treno è ritornai a Rosignano allora dentro di me maturò una cosa " o si smette di salire o di scendere"
ciao Beppe
utente anonimo

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