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martedì, 10 marzo 2009

MUOS: un cocktail all'italiana che fa male alla salute

Chissà perchè le altre installazioni di telecomunicazioni militari, simili al MUOS istallate sul territorio degli Stati Uniti e negli altri Paesi alleati, sono ubicate in zone desertiche lontane dai centri abitati, mentre in Sicilia non hanno trovato di meglio che tentare di istallarne una a 3 km da un centro abitato.

Probabilmente gli Americani e i paesi ospitanti hanno fatto molta attenzione quando si é trattato di istallarli a casa loro, mentre da noi hanno avuto la fortuna di trovarsi pronto un cocktail all’italiana fatto di negligenza di politici locali e di amministrazioni (in)competenti, buona dose di sudditanza e un pizzico di pressione made in USA; sarebbe bastato sheckerarlo (leggi installarlo) senza fare troppo rumore e puff, ecco bello pronto un bel forno a micro-onde (grande quanto un campo di calcio) per i nostri poveri concittadini...

«Ma che araveru u guvernu ni mittissi ssa cosa vicinu 'n casa se fussi dannusa ? » pensano alcuni ingenui Niscemesi. Ebbene diremmo proprio di no….se il “Governo” (e non solo lui) avesse fatto in pieno il proprio dovere di controllo e di verifica preliminari alla firma di qualunque accordo. A quanto pare questo compito non è stato assolto in maniera adeguata e ad oggi la nostra unica possibilità è la protesta e tentare di portare la problematica a livello nazionale.
Ma é mai possibile che dobbiamo sempre pagare le conseguenze di scelte prese da altri? Ricordiamoci che 50 anni fa "Carneade" decise di creare un petrolchimico a Gela…. Oggi si è scoperto che i tumori e le leucemie e i bambini nati con malformazioni a Gela sono in percentuali molto più alti rispetto alla media nazionale.
E se anche volessimo cinicamente mettere a confronto i benefici e i costi del MUOS-stro, noi benefici non ne vediamo, invece i costi e i rischi per i niscemesi sono tantissimi e non quantificabili con esattezza. Ergo, se i niscemesi avessero il potere di scegliere, non vorrebbero questo “coso” a casa loro.
 
Ma elenchiamoli alcuni di questi rischi (tratti liberamente su internet):
 
1) molti studi scientifici dicono che è normale che mutazioni genetiche e leucemie si manifestino solo dopo decenni, od addirittura solo ai naturali discendenti delle persone oggi esposte.
 
2) le onde elettromagnetiche delle installazioni militari sono caratterizzate da frequenze UHF e VHF (Ultra High Frequency e Very High Frequency), in alcuni casi simili a quelle emesse da un comune forno a microonde, ma con potenze mostruose che vanno dai 400.000W continui ai 2.000.000W di picco.
 
3) uno studio effettuato da due famosi oncologi americani sulla popolazione vicina ad una installazione simile, ha evidenziato numerosi casi di leucemia infantile.

4) 69 soldati addetti ai radar militari si sono ammalati di cancro tra il 1976 e il 1996.
 
 5) le onde da 2450 a 2.5 GHz (radar, satelliti, forni a microonde) penetrano nel cervello da 0.5 a 1 cm e sono dannose per gli occhi, il sangue ed i microrganismi.

6) onde da 10 a 100 GHz (radar militari e forni industriali) penetrano nel cervello per alcuni millimetri, disturbano il sangue e i microrganismi, possiedono una potenza energetica circa diecimila volte superiore rispetto a quella delle onde di 10 MHz.
 
7) studi epidemiologici hanno attirato l’attenzione verso i Campi elettromagnetici e i campi modulati a radiofrequenza come possibili fattori di rischio per leucemie, linfomi, tumori al seno, melanomi epiteliali, tumori al cervello".
 
8) bambini a lungo esposti a valori di CEM 50-60 Hz superiori a 0,2 microTesla – come quelli prodotti dagli elettrodotti ad alta tensione – hanno una probabilità doppia di sviluppare una leucemia rispetto a bambini esposti a livelli inferiori. I dati scientifici disponibili, giustificano seri sospetti sulla possibilità che i CEM determinino danni biologici, favorendo la carcinogenesi.
 
9) per densità di potenza elettromagnetica irradiata maggiore di 50 mw/cm2 vi sono rischi di possibili lesioni cerebrali, malformazioni fetali, morte per infarto.
 
10) Variazione del numero dei linfociti e granulociti, variazioni del livello di anticorpi e delle attività dei macrofagi, tachicardia, depressione, sterilità, aumento aborti, abbassamento della fertilità...


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mercoledì, 04 marzo 2009

MUOS - Lettera aperta del sindaco di Niscemi

di Giovanni Di Martino 
Sindaco di Niscemi

La scelta del Ministero della Difesa di approvare il progetto MUOS e di volerlo realizzare a Niscemi ha preoccupato moltissimo la città che rappresento.
Tale impianto di comunicazione, infatti, sviluppando con forte intensità un campo elettromagnetico, rappresenterà un serio pericolo per la salute della popolazione della città e dei centri vicini.
Il sito prescelto ricade all’interno della Riserva Orientata Sughereta di Niscemi e del SIC, (Sito di Interesse Comunitario) dove si trovano gli alberi di sughero secolari e una macchia mediterranea tra le più antiche al mondo.
Gli effetti nocivi sull’ecosistema sconvolgeranno l’habitat naturale del sito naturalistico, ma soprattutto, metteranno in serio pericolo la salute degli abitanti che si trovano a circa due chilometri dal sito.

Chi ha adottato tale decisione, molto probabilmente, non ha tenuto conto che Niscemi è inserita all’interno dell’area ad alto rischio ambientale per la vicinanza con il petrolchimico di Gela e che quindi ha già pagato un altissimo prezzo con una presenza consistente di patologie malformative e tumorali. E che dal 1991 possiede una base Nato con la presenza di 41 antenne che alimentano già un sistema di onde elettromagnetiche.

E’ arrivato il momento di dire basta a tutto questo. Anzi è arrivato il momento che i siciliani rivendichino il loro diritto di vivere la terra in modo organico e come un’isola di pace. L’ennesima condanna per la città di Niscemi e per tutto il territorio circostante si chiama Muos, ma ieri e ancora oggi si chiama Enichem, domani si chiamerà nucleare. La Sicilia si appresta a diventare la pattumiera del mondo e la vita dei cittadini stessi viene considerata indifferente agli organi nazionali che hanno approvato il progetto del Muos (prima nel 2001 e ratifica del 2006 Ministero della Difesa) e a quelli regionali (Assessorato Territorio e Ambiente) che per due anni ha tenuto nascosto l’ennesimo ecomostro che sarebbe arrivato sulla testa dei cittadini. Il resto sono solo inutili polemiche che sorgono in periodi pre-elettorali e non hanno alcun nesso causale e rispetto per chi amministra questa città e dice in modo forte il proprio no all’installazione del Muos.

Ho chiesto all’Arpa di fare i dovuti controlli per verificare se il livello di onde elettromagnetiche ha già superato i limiti consentiti e che, in maniera non ancora ufficiale, probabilmente è già stato superato. Ho scritto Ministero della Difesa per chiedere chiarimenti su questo progetto americano ed emanato una direttiva sindacale per richiedere un ulteriore parere tecnico e bloccare l’iter. Ho chiesto personalmente che venga sospeso l’iter istruttorio per il rilascio dell’autorizzazione per l’inizio dei lavori, fino a quando non saranno date garanzie certezze sulla innocuità dell’impianto; di verificare personalmente, insieme ai sindaci dei territori limitrofi che i lavori non siano iniziati; l’intervento del governo regionale per bloccare il progetto.

Il nostro ruolo, secondo il DPR n. 357/97 art.5 co.8 è notevolmente ridotto. Dice la Legge che: “Qualora, nonostante le conclusioni negative della valutazione di incidenza sul sito ed in mancanza di soluzioni alternative possibili, il piano o progetto, debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale ed economica”.

Con questo si ritiene, indispensabile, fare fronte comune e chiedere l’intervento degli organi regionali e fare valere il regime a Statuto Speciale che contraddistingue la Sicilia.

Ringrazio personalmente tutti i sindaci e la deputazione regionale e nazionale che sono venuti a Niscemi e con i quali stiamo avviando un coordinamento degli amministratori per fare fronte comune contro il Muos. La città di Niscemi, il sindaco e la sua amministrazione, il consiglio comunale non accettano di essere vittime delle onde elettromagnetiche e schiavi di un mondo che trasforma la nostra terra in un mare di guerra.

La manifestazione dello scorso 28 febbraio che ha portato in piazza 15 mila cittadini, tante mamme e giovani, è un esempio di quello che questa città, insieme a tutte le realtà che hanno a cuore la vita dei cittadini e dell’ambiente circostante, possono fare. Unirsi è l’unico mezzo per fare vivere la nostra gente e la nostra terra.

postato da Primokind alle ore 10:21 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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