Niscemesi - Urban blog di Niscemi

cultura & societĂ , ambiente & verde pubblico, sviluppo & lavoro, Politica & bene pubblico ecc. ecc. ecc.

Urban Blog su Niscemi di Niscemi                                       Stemma del Comune di Niscemi                                                     Bandiera della Regione Siciliana  


giovedì, 31 gennaio 2008

M'illumino di meno 2008

M’ILLUMINO DI MENO 2008

 

 

L’Urban Blog “Niscemesi” è stato pensato anche per facilitare la realizzazione di una crescita culturale della nostra comunità, grazie allo scambio di idee e suggerimenti utili alla nostra mission. Siamo convinti che tale crescita debba concretizzarsi anche in riflessioni e comportamenti non strettamente riferiti a Niscemi. Problematiche planetarie quali il cambiamento climatico e la tutela del nostro ambiente riguardano la nostra vita e il nostro futuro, Kyoto non è poi così lontana da Niscemi.

Con questo convincimento gli autori dell’Urban Blog “Niscemesi”, hanno deciso di

 

ADERIRE

 

alla quarta edizione di “M’ILLUMINO DI MENO 2008", la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico, organizzata da Caterpillar, il noto programma di Radio2 in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, indetta per il 15 febbraio 2008 (vigilia dell'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto).

Il nostro modesto contributo a questa giornata è rappresentato dalla diffusione del loro “manifesto”, questo articolo rimarrà in evidenza sul nostro blog sino al 15 febbraio 2008, ed inoltre seguendo l’invito che è degli organizzatori dell’iniziativa invitiamo tutti i nostri amici a compiere un gesto di risparmio energetico tra le 18.00. e le19.30 del 15 febbraio. Così ciascuno di noi potrà contribuire al successo di questa straordinaria iniziativa.

Non abbiamo null’altro di più da dire rispetto a quello che scoprirete di seguito cliccando sul banner e leggendo il decalogo di Caterpillar....


                                                     m'illumino di meno il 15 febbraio

M’ILLUMINO DI MENO 2008
Giornata Internazionale del Risparmio Energetico
 
Buone abitudini per il 15 febbraio (e anche dopo!)
 
1. spegnere le luci quando non servono
 
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
 
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l'aria
 
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l'acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
 
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
 
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
 
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
 
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
 
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
 
10. utilizzare l'automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.
 
E ricordati di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 15 febbraio alle ore 18!
postato da littlestevan alle ore 16:30 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: cultura e societĂ , le iniziative a cui aderiamo


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mercoledì, 30 gennaio 2008

Un momento storico?

cartina geografica della Sicilia

Abbiamo ricevuto una lettera da Gaetano Tizza, un amico Niscemese, che vive e lavora nel nord Italia....


Martedì 22 Gennaio, ho letto un articolo su ITALIA OGGI dal titolo LA GLOBALIZZAZIONE CAMBIA LA QUESTIONE MERIDIONALE (di MARIO UNNIA Pag 2).
 
Questo articolo mi ha colpito e tenendo conto della realtà in cui ci troviamo noi meridionali, noi siciliani in particolare volevo portarvi a certe riflessioni.
 
E’ un articolo che parla della globalizzazione e degli effetti immediati nonchè riflessi che la stessa porterà per le regioni del sud Italia.
 
Si sa che la Sicilia ed il Sud Italia, dal un punto di vista economico, sono stati considerati sempre come un mercato di sbocco per le industrie del Nord, un mercato di sbocco dove è stato possibile vendere a prezzi quasi monopolistici la continua produzione che le industrie settentrionali sfornavano, ovviamente dietro trasferimenti diretti Statali e successivamente Europei, un Sud da cui, vista la vocazione, era possibile acquistare prodotti agricoli a prezzi molto competitivi. Questo sistema poteva andare bene fin quando vi era una politica diretta a proteggere l’economia nazionale dalle insidie provenienti da altri competitor europei e non.
 
Oggi in un ottica globalizzante che ha visto realizzare uno stravolgimento dell’organigramma della produzione (vedi imprese nascenti in Romania – Bulgaria – Sud Est Asiatico - vedi ampiamento dei mercati di sbocco etc) il destino della nostra Sicilia non si incrocia più con le esigenze del Nord. In quest’ottica saremo ai margini ed emarginati rispetto non più ad un Italia o ad una Europa ricca, opulenta, produttrice, ma ai margini ed emarginati di un qualcosa ancora più grande quale è la globalizzazione e stiamo correndo pericolosamente il rischio di affossarci prima ancora di addentrarci in un sistema così congegnato.
 
Carissimi amici non è il caso di ricordarvi tutte le problematiche connesse, ma da questo quadro sintetico volevo solo porre degli spunti per qualche riflessione.
 
Partiamo da alcune considerazioni: ci stiamo avviando in un mondo globalizzato, avremo a che fare con dei competitor molto agguerriti, nel 2013 finiranno le manne che cadevano dal cielo ( vedi POR 2007 – 2013) punto di domanda: noi siciliani ci stiamo riorganizzando – ristrutturando – agendo per competere in un mondo che via via ci sta portando in una nuova direzione?
 
Quando parlo di noi siciliani mi riferisco a qualunque soggetto: dalla gente comune in primis ( che per me rappresenta la base della società e le cui istanze e i cui interessi in primo luogo devono essere soddisfatti in un ottica di benessere materiale e morale), il mondo politico, il mondo imprenditoriale, le associazioni locali a qualunque colore essi appartengono, per una volta agiscano per un interesse comune anche in una logica trasversale, facendosi portatori di quelli che sono gli interessi della nostra Regione e le nostre problematiche.
 
A mio avviso gli ultimi due anni di governo, nell’ottica meridionale, sono stati disastrosi, ma non voglio dare la colpa al governo Prodi anche perché questi (forse non si intravede) ha agito in una ottica di continuità con quando fatto da precedenti governi. Basti pensare alla burla del ponte sullo stretto, con le risorse da trasferire alla costruzione di altre opere (dove sono finite le risorse) o alle politiche per il lavoro o ancora alle modifiche alla legge Biagi (e chi ne parla più?).
 
Ritornando alle riflessioni: noi siciliani residenti siamo 5 milioni di persone, forse più, e rappresentiamo il 10 % della popolazione nazionale. Abbiamo tra le mani uno strumento potentissimo quale è il sistema della rappresentanza democraticamente eletta, ci manca soltanto un gruppo aggregato, un soggetto politico che veramente si faccia carico delle problematiche della regione.
Problematiche che, una volta per tutti, siano studiati in loco e che siano messi a punto in loco le cure necessarie per guarire la nostra terra già in agonia, tenendo conto delle nostre origini, della nostra cultura della nostra propensione a fare determinate cose e non lasciarci appiattire, mortificare ed ingannare dalla logica della globalità.
 
Sottolineo la necessità di un aggregato politico che lasci in secondo piano l’interesse nazionale, perché, e su questo ne sono ben sicuro e certo, nessuno dei politici nazionali fa o sta facendo l’interesse nazionale o agisce per un interesse nazionale. (vedi la “lega nord” che ha tanto insistito sul federalismo fiscale, che avvantaggerà non di poco le regioni del nord, vedi Di Pietro (per chi non sapesse è sposato con una bergamasca) che sta riempiendo di reti stradali e autostradali la Lombardia (la BRE-BE-MI) autostrada Como-Bergamo, Alta velocità, i valichi alpini con la svizzera per l’alta velocità).
 
Per noi siciliani cosa si prospetta?
 
L’avere atteso 45 anni per completare la SR GELA (scusate ma ancora non so a che punto sono); oppure il rinnovo delle infrastrutture ferroviarie,( dove siamo?) l’aeroporto di Comiso ( lo completeranno per il 2008?).
 
Tutto è ben chiaro in questo quadro, non lasciamoci soffocare, prima che il malato agonizzante muoia e prima di essere assorbiti in quella mostruosità del mercato globalizzante.
 
Carissimi amici rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo tutti insieme per la nostra terra, benché io sia lontano, vorrei che fosse all’avanguardia e non considerata un paese da terzo mondo.
postato da Primokind alle ore 09:36 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica, sicilia, i commenti dei niscemesi


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venerdì, 25 gennaio 2008

Il ladro di merendine

Viale Europa è una nuova importante arteria di collegamento che consente di arrivare velocemente e facilmente dalla zona della stazione FF.SS alla zona Ospedale, passando di fronte il campo di calcio, senza dovere attraversare il sempre congestionato Viale Mario Gori.

 1

 

La nuova amministrazione comunale, bontà loro, ha deciso di abbellire con una siepe quel nuovo tratto di strada che si sviluppa su due carreggiate, dato che le povere casse comunali non permettono chissà quali altri progetti.

 

 2

Dopo pochissimo tempo che ho visto realizzata una così elementare e misera opera di abbellimento della nostra città, si è consumato un reato terribile e crudele. Sì, terribile e crudele come possa essere un furto di una merendina a un bimbo povero ed affamato. Sono state tirate via e rubate alcune delle piantine che erano state impiantate.

 3

 

Imbecille, squallido, miserabile LADRO DI MERENDINE, perché come un misero ladro che decide di rubare la merendina a un bimbo con la stessa “bravura“ hai rubato ad una comunità povera ed affamata di una rinascita della quale ha disperato bisogno, rinascita che passa anche dalla realizzazione di un ambiente vivibile. Ma non la farai franca, non succederà che nessuno faccia caso al TUO misfatto, perché tanto a Niscemi a queste cose non ci facciamo caso. Non è come in Svizzera (o qualunque altro luogo si possa considerare civile) dove queste cose la gente non le tollera!  Guarda che non le tolleriamo nemmeno qui a Niscemi.

 4

 

No! Io ci voglio fare caso! Per questo amici lo scrivo e dico che chiunque sia stato debba vergognarsi come il più misero dei ladri e mi auguro che quelle piantine che hai portato via ti muoiano e tu non li possa più riutilizzare.

Ma l’indignazione non basta, allora penso che comunque l’amministrazione comunale non debba abbandonare i progetti di abbellimento del territorio (qualunque siano, anche se di dubbio gusto e/o di pochissimo valore) e che invece di non farci caso si possa sempre più sviluppare un senso di intolleranza verso questi episodi in modo che si pensi che la cosa comune è la casa comune.
Con il nostro blog possiamo magari tenere desta l’attenzione su queste problematiche per sensibilizzare l’opinione comune, e questa possa fare da stimolo per i nostri amministratori.


P.S. Mi sono sempre chiesto di chi sia la responsabilità della cura dei pochissimi spazi verdi che il nostro comune non riesce a curare adeguatamente.

 

Ho voluto usare il titolo di un libro di Andrea Camilleri, perché ha saputo trasmettere con le sue opere una bella immagine della Sicilia e dei Siciliani e perché anche con i suoi libri ho potuto accrescere il senso di fiducia e speranza per la nostra terra.

 

postato da littlestevan alle ore 20:11 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: arredo urbano


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domenica, 20 gennaio 2008

L'incapacitĂ  dell'uomo di vivere la natura (parte seconda)

camminata nel bosco

La stagione estiva ha contato un patrimonio boschivo andato in fumo pari alle dimensioni della regione Sardegna.
 
Anche a Niscemi la residua impronta di verde è continuamente compromessa e, in alcuni casi, irrimediabilmente danneggiata dai continui incendi che da Giugno a Settembre vedono guardie forestali, protezione civile e vigili del fuoco impegnati e costantemente allertati per la prevedibile perdita della flora mediterranea e delle quercie secolari- nostro è infatti il primato nazionale della quercia più vetusta- e di altra vegetazione che le nostre zone demaniali vantano.

Ad inizio Dicembre ho voluto riportare un mio articolo scritto parecchi anni orsono perché la situazione era e continua a rimanere identica a se stessa (se non per le dimensioni del patrimonio boschivo andato in fiamme che non è più pari bensì superiore alle dimensioni della regione Sardegna), solo, la mia opinione è venata di maggior disappunto e rammarico perchè lo stato di conservazione dei boschi è rimasto pessimo, tranne qualche eccezione; oggi, infatti, non potrei parlare in merito senza che il mio intervento non assumesse toni più polemici.
 
Abusivismo edilizio
Innanzitutto in riferimento alla questione dell’abusivismo edilizio: siamo tutti responsabili di un simile abuso perché dinnanzi ad una costruenda opera edilizia, priva delle regolari e necessarie autorizzazioni, piuttosto che avvalerci dello strumento della denuncia, ci limitiamo ad abbassare la testa, complici consapevoli di una generalizzata e dominante cultura dell’usurpazione, del menefreghismo nella speranza di “spendere tale mutismo” da confinanti o dirimpettai a proprio vantaggio, nel proprio interesse personale, incuranti anche del fatto che costruire abusivamente a ridosso o, peggio, in aree protette costituisce un ulteriore reato perché sottrae alla collettività spazi ad essa destinati, ledendo quindi l’interesse personale di tutti.

Naturalmente a ciò si aggiunge
la complicità delle forze
di protezione civile, delle guardie forestali, e altri che lavorano nei boschi, i quali dovrebbero prontamente “accorgersi” di ogni minimo cambiamento prima che questo si sviluppi in ville, case, capannoni o altro…considerando che per costruire una struttura occorrono settimane, mesi, anni…e nel frattempo chi dovrebbe, non vede o non vuol vedere.

I rifiuti solidi urbani

Altra questione è quella dei rifiuti, o a dirla come qualche utente anonimo ha fatto, “a munnizza”, che si accumula in lento progredire nei boschi. Vergognosamente mai rimossa neppure da chi di competenza, mi riferisco alle guardie forestali, alla protezione civile, al servizio di nettezza urbana ma anche alle tante associazioni che dovrebbero farsi carico di organizzare più frequentemente giornate per la pulizia (come quella, lodevolissima, organizzata una domenica mattina di settembre lungo il tratto di strada che conduce da Niscemi alla contrada Apa) o sollecitando l’amministrazione o chi di competenza a provvedere in tal senso. Non è meno meritevole di biasimo il gesto del niscemese che per disfarsi di un elettrodomestico ingombrante o di altro materiale, sceglie di depositarlo nel bosco, certo della impunità dell’atto.

Le strutture ricettive
Altra questione è la mancanza di strutture ricettive: fatta eccezione per il bosco di Arcia, nelle altre zone boschive non vi è traccia di panche, tavoli, coperture, parchi giochi per bimbi, cestini per rifiuti, illuminazione, fontanelle, maneggio per cavalli o altro, niente di tutto questo!

Eppure basterebbe emulare la gestione del bosco di Santo Pietro o di Piazza Armerina o del boschetto della Playa di Catania che vantano minor meriti dei nostri boschi ma riescono ad attrarre centinaia di persone ogni anno. Ed è proprio qui il paradosso: noi niscemesi preferiamo andare fuori, Santo Pietro o Piazza Armerina per una scampagnata, una passeggiata o una fuga dalla calura estiva nonostante la vasta scelta di spazi verdi a disposizione a causa di una mancata promozione del nostro patrimonio boschivo a livello personale, collettivo e istituzionale.
 
Da qui l’invito agli amministratori, alle associazioni che operano nel settore e non solo, ai cittadini tutti, di sposare un progetto comune di salvaguardia e valorizzazione del territorio a tutti i livelli, coinvolgendo anche le scuole per lavorare in sinergia perchè i boschi diventino una risorsa e un valore per tutti.
postato da Alesfly alle ore 17:51 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: sicilia, cultura e societĂ , ambiente e verde pubblico


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martedì, 15 gennaio 2008

Aziende ortofrutticole a febbraio alla fiera di Berlino

I pregiati prodotti agricoli locali debbono superare la barriera dei confini locali per potere creare reddito. Per il rilancio e lo sviluppo dell'economia niscemese parte un progetto per la conquista dei mercati germanici. Lo comunica con una nota alla stampa l'ex capo gruppo consiliare della Margherita, ora Pd, Salvo Lupo, che, insieme al sindaco Giovanni Di Martino, all'assessore all'agricoltura Salvatore Amato, ha incontrato l'assessore provinciale Santamaria per dare inizio con i produttori locali, la Provincia, l'amministrazione comunale, al viaggio per portare i nostri prodotti fuori dagli angusti confini regionali.

Grazie al nostro impegno - sottolinea Lupo - 4 aziende niscemesi del comparto ortofrutticolo, Rosa Migliore, Francesco Menzo, Giusy Zarba, Antonella Di Franco, dal 6 al 9 febbraio 2008, parteciperanno con i loro prodotti al
«Fruit Logistic» di Berlino. Il salone della capitale tedesca rappresenta un importante punto di riferimento per quanti desiderano sviluppare contatti con operatori stranieri che acquistano all'ingrosso e al dettaglio i prodotti mediterranei. L'amministrazione provinciale metterà a disposizione gratuitamente lo stand per l'esposizione, il servizio di interpretariato per l'intera durata della fiera; ma cosa più importante, aggiunge Lupo, le nostre aziende verranno inserite nel catalogo ufficiale della manifestazione.

Durante l'esposizione lo stand niscemese sarà visitato dal ministro per le politiche agricole Paolo De Castro. Questo sarà motivo ed occasione per potere discutere con il ministro di programmi e di collaborazioni per dare l'input ad una nuova fase di rilancio e di sviluppo. I nostri produttori per potere ossigenare le ormai asfittiche loro casse hanno bisogno di nuovi compratori che provengano non solo dal nostro stesso Paese, ma anche e, soprattutto, dall'estero, dove l'organizzazione per l'internazionalizzazione del prodotto è ormai avanti anni luce.


Fonte: "La Sicilia" 15 Gennaio 2008

ecco la pagina web in cui é possibile ricercare i produttori Niscemesi presenti all'evento.

postato da Primokind alle ore 23:19 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica, innovazione e sviluppo economico


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